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Rolf Lislevand suona la chitarra Sabionari, 1679, di Antonio Stradivari

10 Maggio 2014 @ 21:00 - 23:00

sabionari

Rolf Lislevand
suona la chitarra Sabionari, 1679, di Antonio Stradivari  collezione famiglia Domenichini – friends of Stradivari

musiche di
Francesco Corbetta, Gaspar Sanz, Santiago de Murcia, Domenico Pellegrini, Giovanni Battista Granata, Giovanni Paolo Foscarini, Antonio Carbonchi, Antonio de Santa Cruz

Ascoltare il suono di una chitarra uscita dalla bottega e dalle mani di Antonio Stradivari: il concerto del chitarrista barocco Rolf Lislevand, in programma sabato 10 maggio all’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Cremona, rappresenta un’occasione davvero unica nel suo genere.

Protagonista del concerto (ore 21.00, ingresso 10 euro) è infatti la chitarra Sabionari: costruita da Antonio Stradivari nel 1679, in ottimo stato di conservazione, è l’unica chitarra del Maestro, fra le cinque giunte a noi, ad essere regolarmente utilizzata ancora oggi per le attività musicali; lo strumento appartiene alla collezione della famiglia Domenichini ed è esposto nel Museo nell’ambito del progetto “friends of Stradivari”, un network internazionale di collezionisti e appassionati che collabora con il Museo per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico di strumenti stradivariani. Un recente restauro le ha restituito la configurazione barocca originale, con 5 ordini di corde con i cori più gravi ottavati ed il cantino singolo, e ha dato risalto all’apparato decorativo firmato dal genio di Stradivari. Altre informazioni sulla chitarra:  www.sabionari.com

Il programma musicale del concerto rilegge mode e modi musicali in voga tra Sei e Settecento, quando la chitarra si diffonde rapidamente nelle aristocrazie europee. A brani raffinati ancora scritti in forma di intavolatura si affiancano i primi libri di accordi, subito accolti da musicisti dilettanti e nella musica popolare. Ma, negli stessi anni, virtuosi italiani come Francesco Corbetta, Giovanni Paolo Foscarini, Domenico Pellegrini, Antonio Carbonchi, Giovanni Battista Granata e gli spagnoli Gaspar Sanz, Antonio de Santa Cruz e Santiago de Murcia arricchiscono la tecnica interpretativa ed il repertorio solistico.

Perfezionato attraverso una lunga ricerca filologica, lo stile interpretativo di Lislevand promette di restituire le tipiche sonorità barocche. Lislevand, infatti, reintroduce nella sua pratica musicale elementi ritmici, di improvvisazione reale e di controllo del timbro, restituendo così al pubblico di oggi il valore della tradizione musicale di un tempo.

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Dettagli

Data:
10 Maggio 2014
Ora:
21:00 - 23:00

Luogo

Auditorium Giovanni Arvedi
piazza Marconi 5
Cremona, Italia
+ Google Maps
Sito web:
www.museodelviolino.org