Esposizione

scuola genovese

mostra di liuteria storica

La Scuola Genovese

dal 10 maggio al 13 giugno

sabato 10 maggio, ore 10,45
conferenza “La Scuola Genovese” con Alberto Giordano

Le origini della liuteria genovese affondano nella prima metà del Seicento; i costruttori documentati nel “Rollo dei musici” provenivano principalmente da oltreconfine, soprattutto dal Tirolo: tra questi possiamo ricordare, Sebastian Angerer, Martin Heel, Hans Purkholzer e Andrea Statler.
Il Settecento fu un periodo di grande sviluppo nella produzione di strumenti musicali: intorno alla metà del secolo contiamo un numero considerevole di botteghe, a dimostrazione di una richiesta sempre maggiore non solo di chitarre e mandolini, ma soprattutto di violini, viole e violoncelli. Tra i principali artefici si ricordano Bernardo Calcanio, Davide Pizzorno, Jacopo Cordano, Giuseppe Cavaleri e Paolo Castello.
Con l’inizio dell’Ottocento e soprattutto con la fine delle guerre napoleoniche e l’annessione della città di Genova al Regno di Sardegna, si registra una forte recessione che si traduce in un calo della produzione di strumenti musicali, causata anche l’iportazione di strumenti a prezzi concorrenziali prodotti in Francia e in Germania. Tra i pochi liutai operanti in città spiccano tuttavia alcune personalità di rilievo che si identificano in Lodovico Rastelli, Pierre Pacherel e Antonio Gibertini.
A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, con l’arrivo di Giuseppe Rocca e successivamente con il ritorno a Genova di Nicolò Bianchi, assistiamo al moltiplicarsi delle botteghe nel centro storico cittadino e al consolidarsi di uno stile che, con Eugenio Praga ed Enrico Rocca, va a definire i caratteri della liuteria genovese moderna. Fu questo l’ambiente che trovò Cesare Candi al suo arrivo da Bologna alla fine degli anni ottanta dell’Ottocento: dapprima impiegato in una piccola fabbrica di strumenti a plettro insieme al fratello Oreste, Cesare Candi diverrà il caposcuola genovese novecentesco: dalla sua bottega uscirono Paolo De Barbieri e Giuseppe Lecchi, il suo stile e i suoi insegnamenti saranno determinanti anche per altri liutai genovesi, non direttamente suoi allievi, quali Andrea Cortese, Pietro Gallinotti, Lorenzo Bellafontana.

Alberto Giordano

Nato a Genova nel 1961, dopo aver conseguito il diploma di Maturità scientifica, si iscrive nel 1980 alla Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona studiando sotto la guida dei maestri Bissolotti, Zambelli e Stefano Conia, diplomandosi nel 1984.
Negli anni della scuola frequenta l’atelier di Sesto Rocchi a San Polo d’Enza, quindi prosegue l’apprendistato presso il laboratorio di Gregg Alf e Joseph Curtin.
Si stabilisce a Genova nel 1987.
Membro fondatore del Gruppo liutai Professionisti dell’ALI.
Dal 1994 collabora con il Comune di Genova alla conservazione del violino costruito da Giuseppe Guarneri ‘del Gesù’ nel 1743 il ‘Cannone’, appartenuto a Niccolò Paganini.
Nel 2001 una sua copia del ‘Cannone’ di Paganini è stata inclusa nell’ultimo lavoro di Ruggiero Ricci ‘The legacy of Cremona’, nel quale il maestro suona una selezione di violini contemporanei.
Nel 2004 unitamente a Pio Montanari, assiste il Maestro Bruce Carlson nella realizzazione del ‘Recupero Storico’ del Cannone, un lavoro atto a rimuovere gli interventi moderni applicati al Cannone sostituendoli con copie degli accessori utilizzati da Paganini. L’intervento è stato supportato da un lungo lavoro di ricerca documentaria e iconografica effetuata presso archivi civici genovesi e altri archivi privati, atta a ricostruire le vicende e l’immagine del violino di Paganini dalla sua acquisizione avvenuta nel 1851 fino ai giorni nostri.
Alberto Giordano ha collaborato con il coreografo ceco Jiri Kylian all’inaugurazione del nuovo Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Oslo, costruendo una serie di strumenti musicali di fantasia per lo spettacolo “Worlds Beyond“.
Storico della liuteria italiana e genovese in particolare, ha al suo attivo diverse pubblicazioni, saggi, articoli.
Nel Luglio 2011 si è laureato con lode in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Genova, Facoltà di Lettere e Filosofia.
Collabora alla rivista londinese ‘The Strad‘ e all’italiana “Archi Magazine“.

http://www.giordanoviolins.com/it